Stupefacenti: consigli per gli acquisti (con gli amici)

Società

Stupefacenti: consigli per gli acquisti (con gli amici)

La Corte di Cassazione depenalizza il consumo di gruppo, entro certi limiti

8 marzo 2013

La droga fa molto male, e acquistarne quantitativi eccedenti l’uso personale è reato. E questo forse, lo sapevate, discoli. Però attenzione che c’è una novità, dal momento che la IV Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza n° 4560 pubblicata il 29 gennaio, in una fattispecie in cui si era concretato il c.d. acquisto “di gruppo”, pur ribadendo la tesi restrittiva della sanzionabilità della condotta collettiva ha operato un’apertura interessante sul piano teorico. La Corte ha infatti postulato che il consumo di gruppo (i.e. l’acquisto, di gruppo) potrebbe non formare oggetto di sanzione, a determinate condizioni, che consisterebbero:

1. nella comunione adesiva preliminare delle parti a un progetto di acquisto che coinvolga anche il mandatario deputato alla ricezione materiale dello stupefacente (i.e. chi va a comprare il fumo lo fa su mandato degli altri che lo aspettano al muretto);

2. nella esatta identificazione ab origine di tutti coloro che compongono il gruppo (i.e. ci conosciamo, siamo gli amici del muretto, non siamo un gruppo d’acquisto su Groupon, né perfetti estranei che si sono associati per fini criminosi);

3. nella comprovata volontà di procurarsi lo stupefacente, destinata ad un uso personale di ciascuno dei sodali (i.e. ce la fumiamo noi e noi soltanto);

4. nella circostanza che non si verifichino passaggi intermedi che possano interessare lo stupefacente acquistato (i.e. noi compriamo e noi fumiamo, non rivendiamo a quelli dell’altro muretto, non diamo commissioni a intermediari).

Il giudizio di rilevanza (al fine di poter pervenire a un giudizio in ordine alla liceità o meno della complessiva condotta) del momento dell’acquisto è testimoniato da due aspetti specifici. Anzitutto, si nota l’accento che la Corte ha posto sulla posizione del mandatario (cioè quello spedito a trattare in nome di tutto il muretto), il quale deve essere interno e sodale al gruppo degli acquirenti.

In effetti, al di là delle barocche formulazioni adottate, appare razionale che più persone si possano accordare per acquistare in comune una quantità di stupefacente, obbiettivamente modico, con il dichiarato preventivo fine di farne – ciascuno – un uso personale (illecito, ma non penalmente perseguibile).

A farla breve, la groupon-izzazione dell’acquisto di droga è, se non depenalizzata, quantomeno ricondotta nell’alveo dell’uso personale (per il quale possono rimanere, lo ricordiamo, le sanzioni di natura amministrativa: attenti se vi è cara la patente): “il porre in comune il danaro da utilizzare per l’acquisto dello stupefacente e il perseguire l’obiettivo, altrettanto comune, di un uso personale del compendio che si va, così, ad acquistare, può permettere, in capo ai sodali, il raggiungimento, in questo modo, di vantaggi di varia natura sia economica, che personale”.

Un’altra cosa: per come è formulata, la decisione della Cassazione non pare postulare la necessità che anche il successivo consumo sia rigorosamente “di gruppo”. È infatti probabilmente da privilegiarsi l’espressione “acquisto di gruppo”, posto che tutti gli elementi evocati per la valutazione attengono alla preparazione dell’acquisto e alle modalità di approvvigionamento dello stupefacente, oltre che alla destinazione ad un uso proprio dei singoli sodali.

Insomma, siete avvertiti.

Andrea Punzi

Foto: Attribuzione Alcuni diritti riservati a M. Martin Vicente

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Argomento: Società

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1 commento

  1. avatarenergie nuove | 8 marzo 2013, 15:06

    Facciamo una prova. Vai e compra. Noi ti aspettiamo qui, come al solito. Gli amici del muretto.

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