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Come raggiungere il Polo Nord #3 – Arcipelago delle Svalbard

Come raggiungere il Polo Nord #3 – Arcipelago delle Svalbard

L’incontro con la ciurma

Arcipelago delle Svalbard: ultimi preparativi

Nel pomeriggio del 6 ho finalmente incontrato Borge Ousland la famosa guida norvegese e l’irlandese che si è unito a noi all’ultimo momento, certo Stephen Sherry. Tutti e due, almeno rispetto a me, hanno due fisici potenti, alti oltre 1,90. L’irlandese anche imponente, si rivelerà un eccellente compagno di viaggio.

Da preoccupati neofiti, Steve ed io ci siamo vicendevolmente subissati di domande. Stephen ha seguito una preparazione completamente diversa dalla mia. Io mi sono basato su palestra e corsa, lui su marce lunghe anche un giorno intero, zaino sulle spalle caricato con trenta kilogrammi di zavorra. Chissà quale preparazione si rivelerà la migliore!

L’intero pomeriggio è stato dedicato all’ organizzione dell’equipaggiamento: le slitte, il cibo con le razioni quotidiane, i sacchi a pelo, gli scarponi, le racchette da neve. Abbiamo caricato le slitte, regolato le cinghie e il corsetto con il quale avremmo trainato le slitte sul ghiaccio. Tutto sembrava a posto. A sera, alle 8,30 circa, avevamo terminato. Così abbiamo raggiunto il Kroa, lo stesso ristorante che avevo trovato il giorno prima. Mi sembra di capire che non ci sia altro. Durante la cena abbiamo preso accordi per il giorno dopo, poi ci siamo salutati. Borge e Stephen hanno raggiunto la pensione che usa Borge quando è qui alle Svalbard, io nella locanda dell’italiano.

La base artica Barneo, che raggiungeremo domani, ci ha comunicato che la temperatura è a -35° C, ma il tempo volge al peggio. Cerco di immaginarmi questa base per capire dove andrò a finire all’indomani, ma non riesco a disegnarmene una immagine. Borge è di poche parole, poche è un eufemismo, non ci informa di niente, di cosa ci aspetta, di come si svolgerà la marcia sul ghiaccio. Alle nostre domande si limita a risposte pressocchè monosillabiche. Il massimo della spiegazione è stata: “una volta sul pack l’unica cosa che faremo sarà marciare dritti a Nord”…bella scoperta!!!

Tornato in stanza vengo assalito da un turbinio di pensieri. Sono solo in questa stanza, nella locanda continua a non esserci nessun rumore, niente che indichi una presenza umana. Lo confesso, sono preoccupato un bel po’. Non so come reagirò una volta sulla calotta artica, noi tre soli, magari con le condizioni atmosferiche più severe di quanto io stesso possa immaginare. Penso a mia moglie Laura ed ai miei figli Lorenzo, Lucio, Emiliano, a tutti quelli che amo ed a cui sono legato, sorelle, parenti, amici, conoscenti. Non mi era mai capitato di pensare loro in questa maniera. È la prima volta nella mia vita che sento possibile perdermi e perderli. Ho quasi un senso di colpa anzi… senza il quasi. Beh! Sono convinto che mi passerà appena metterò piede sul pack.

Si è alzato il vento, dalle finestre vedo mulinelli di neve. Ho paura di oggi e domani. In tenda dormiremo tutti e 3 insieme. Meglio così. Stare con Borge che ha tanta esperienza e la pistola mi rassicura.

Per l’ennesima volta ricontrollo la lista delle cose da portare: attrezzatura fotografica e soprattutto l’abbigliamento. Devo credere, mi sforzo di credere, che ho portato con me l’abbigliamento adeguato a reggere la sfida dei prossimi giorni.

Vado a dormire. Domani vedremo…

continua…

Salvatore Leonardi

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