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Il cappello: cinema e moda

Il cappello: cinema e moda

A falde larghe, tese o cadenti a floppy, a cloche, a cilindro, di paglia o di feltro, di velluti fascianti o sete irrigidite, da cowboy, fattore o modello Fedora.

11 giugno 2013

Funzionali o elitari, i cappelli sono espressione di personalità e appartenenza ad un contesto o, viceversa, al suo disconoscimento. Accompagnano da sempre l’abbigliamento, nelle attività umane più umili così come in quelle più eleganti e di circostanza. Hanno il potere di sovrastare la figura e più di ogni altro accessorio anticipare la coerenza con l’abito, con l’ambiente e con il tempo. Ci sono epoche che hanno segnato l’affermazione di un preciso stile di cappello tanto da renderne, alla vista, immediata la rievocazione. Altri periodi storici hanno invece sovrapposto stili. Basta solo passare in rassegna i quadri autoritratti dei pittori impressionisti per assistere a una sfilata di ogni possibile forma di cappello. Van Gogh, Cézanne, Manet. In quel periodo il copricapo era solo un accessorio o significava invece l’affermazione di una personalità femminile già anticipatoria dell’imminente pensiero illuminista?

 

Chanel primavera estate 2013

 

Sono, tuttavia, le arti minori, quali cinema e moda a essere più unite con la tradizione del cappello. Questo, nel cinema, ha sempre avuto una sua precisa riconoscibilità. Impossibile evitare l’istintivo abbinamento tra copricapo e personaggio quando si pensa ad attori come Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in “Casablanca”, Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” e “My Fair Lady”. Impossibile evocare il genere gangster-movie o western senza sapere già quale cappello indossino i protagonisti. Ogni singolo personaggio, attraverso il copricapo, assume una precisa identità.

 

Saint Laurent primavera estate 2013

 

Giorgio Armani primavera estate 2013

 

L’attualità conferma la tendenza del cappello a contaminare stili. Nelle sfilate primavera estate; Armani, Saint Laurent, Chanel e Alexander McQueen propongono cappelli protagonisti. Pur nella diversità delle forme, questi accessori sembrano essere accomunati da due elementi stilistici. Sono questi l’estremizzazione delle dimensioni (a falda larghissima per Chanel, minuto e rigido per Armani) e la ricerca di una geometria perfetta che ne controlla inclinazioni e pendenze fino a raggiungere forme che virano su semicerchi, triangoli e trapezi.

 

Alexander McQueen primavera estate 2013

 

Ieri, oggi, domani. Nel cinema, moda e arte. Lunga vita al cappello.

Giulia Frisone

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