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Il caso Kerenes, di Calin Peter Netzer

Il caso Kerenes, di Calin Peter Netzer

Una tragedia scuote il rapporto tra Cornelia Kerenes e suo figlio: sullo sfondo del film di Calin Peter Netzer anche le molte ombre e le poche luci della Romania post comunista

27 giugno 2013

Un incidente, un figlio e una madre: Cornelia Kerenes (Luminita Gheorghiu).

Una donna non abituata a chiedere ma ad ottenere: benestante, appartenente alla nuova piccola borghesia Romena ed amica di personaggi facoltosi, con denari sufficienti a ricacciare lontano ogni spiacevole inconveniente la possa tirar giù nel fango.

Nella notte il suo unico figlio Barbu (Bogdan Dumitrache) ha investito – uccidendolo – un bambino ed ora Cornelia deve tirarlo fuori dai guai: quando in commissariato, avvolte nelle loro pellicce, appaiono lei e sua sorella Olga (Natasa Raab), i poliziotti capiscono subito la bega che si trovano di fronte.

Proprio per il piglio deciso ed autoritario della madre, Barbu accetta da sempre malvolentieri l’ingerenza di questa nella sua esistenza e vive per proprio conto con la sua fidanzata Carmen (Llinca Goia).

Cornelia dal canto suo ha uno strano modo di dimostrargli l’affetto materno: quasi sempre in lei finisce per prevalere la volontà di riaffermare la sua influenza e raramente riesce a fare a meno di interferire su questioni che non la riguardano; così, per avere notizie di Barbu, è costretta a mendicarle dalla comune domestica di entrambi, che spolvera il comodino del figlio e le racconta quali libri legge.

Il tragico episodio, inizialmente, sembra esser per Cornelia quasi una questione esclusivamente personale e la donna, attraverso scorrettezze e favori, si ingegna per piegare anche questa situazione drammatica in suo favore e ribadire i ruoli di comando e subalternità, disinteressandosi peraltro totalmente alle ragioni della vittima ed al dolore dei suoi familiari.

Le circostanze però porteranno altrove e forse porranno le basi per un cambiamento dei protagonisti che, tra prese di coscienza ed inevitabili assunzioni di responsabilità, si troveranno costretti a guardare anche oltre i confini dei propri egoismi ed in generale a valutare le cose in maniera più adulta e razionale.

Orso d’Oro a Berlino 2013, il film di Calin Peter Netzer ruota attorno al rapporto sofferto e irrisolto tra madre e figlio, e Pozitia copilului, il suo titolo originale che fa riferimento alla posizione del feto nell’utero materno, meglio della traduzione italiana ne sottolinea la centralità.

Il caso Kerenes mostra anche la corruzione e la povertà cha fanno da sfondo alla vicenda, alcune vigliacche meschinità delle persone e i loro caratteri rapaci oltre a rimarcare ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che la superiorità economica e sociale pone su piani differenti gli esseri umani.

Calin Peter Netzer filma ondeggiando nervosamente con la camera da un lato all’altro del campo e cingendo spesso in ravvicinati primi piani i volti dei protagonisti.

Il suo racconto si muove tra l’irritante arroganza di chi si crede superiore e l’ineludibilità del destino e dei fatti che ridisegnano a proprio piacimento le cose; il maggior pregio della pellicola è quello di riuscire a tenere a fuoco la storia principale tra madre e figlio senza perder d’occhio lo sfondo della Romania Post Comunista, offrendoci una dimensione a tutto tondo di verità e realismo, toccante e senza fronzoli.

Franco Maresca

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