Come può farcela Bersani il creativo

Interni

Come può farcela Bersani il creativo

Governo: tre campi da gioco, tre tattiche calcistiche e una stretta via

26 marzo 2013

Ci sono tre campi su cui Pierluigi Bersani sta giocando la sua partita per il governo: “la grande coalizione”, “il modello Crocetta” e “la via catalana” (ne abbiamo parlato sulla Èco un mese fa).

Non avendo una maggioranza precostituita la stretta, strettissima, via del premier (pre)incaricato, che ha già saputo ribaltare la scena con l’elezione dei vertici delle Camere, può andare a segno solo con un altro rilancio creativo, che sappia vincere o almeno pareggiare su uno dei tre tavoli, senza perdere sugli altri due.

Campo da gioco 1: Berlusconi. Il segretario del PD non potrà mai accettare la proposta PdL di una “grande coalizione”, non glielo consentirebbero gran parte del suo elettorato e del suo gruppo dirigente. Ma ciò che Bersani può e vuole fare è lanciare al centro-destra un ponte per le riforme costituzionali e coinvolgere il PdL nella scelta del nuovo Presidente della Repubblica, sdoppiando la trattativa sul governo da quella istituzionale. Qui Bersani, che conta sul doppio dei parlamentari di Berlusconi, si sente un po’ come il Barcellona al Camp Nou: in casa sua non c’è scampo (e il Milan di Berlusconi lo sa bene…), ma in trasferta un pareggio o una vittoria risicata li può anche concedere.

Campo da gioco 2: Grillo. Il “metodo Grasso” ha già ottenuto il risultato di suscitare nel Movimento Cinque Stelle un intenso dibattito interno. Ora sarà molto difficile riproporre lo stesso schema sul governo e magari sperare che una decina di senatori “stellini” possano fuoriuscire dal loro gruppo e votare la fiducia. Tuttavia è pensabile che il Movimento voti nell’Aula del Senato esattamente come il PdL? E che la sua azione provochi di fatto l’immediato ritorno alle urne e la definitiva resurrezione di Berlusconi? Gli elettori di Grillo, che in buona parte provengono dalla sinistra, non capirebbero.

L’insistente corteggiamento di Bersani, per ora non corrisposto dai Cinque Stelle, si basa sulla consapevolezza che se il governo in qualche modo riuscisse a partire avrebbe poi la concreta possibilità di conquistarsi il consenso grillino giorno per giorno, con una serie di proposte incentrate sulla riduzione dei costi della politica e su rinunce strategiche, come potrebbe essere la cancellazione della Tav. Su questo campo il segretario usa una tattica zemaniana: attaccare sempre e comunque, prima o poi il gol arriverà.

Campo da gioco 3: Maroni. I 16 senatori della Lega potrebbero essere decisivi per consentire a Bersani, sostenuto dal PD e possibilmente da Scelta Civica, di avere la fiducia, se non votando a favore almeno uscendo dall’Aula al momento del voto. Il partito di Maroni, che pare non abbia nessuna voglia di tornare alle elezioni, potrebbe essere convinto a consentire la nascita dell’esecutivo se agli 8 punti di Bersani se ne aggiungesse un nono relativo al federalismo e alla prospettiva delle macroregioni. E non è da sottovalutare il fatto che in Senato è appena nato Gal (Grandi Autonomie e Libertà), un nuovo gruppo di 10 senatori prevalentemente siciliani che si configura come una sorta di Lega del sud, e che potrebbe considerare la fiducia come un’opzione possibile. Qui Bersani andrebbe sul sicuro, come un Atalanta-Chievo di fine stagione in cui non ci si fa male e ci si salva tutti.

Se questa ardua tessitura dovesse avere successo, grazie a tecniche parlamentari che vanno dall’astensione alle assenze pilotate, potrebbe nascere un governo non forte, quasi sicuramente di minoranza, ma che avrebbe l’agilità per scovare inedite maggioranze in Parlamento. E per compensare la sua debolezza politica potrebbe essere formato da figure di alto profilo culturale e politico. Per giocare un po’ con i nomi, perché no Emma Bonino agli Esteri? E Massimo Cacciari alla cultura? E Gustavo Zagrebelsky alle riforme? E Carlo Petrini all’Ambiente? E Milena Gabanelli alle pari opportunità?

Se invece il tentativo fallisse entrebbe in campo il cosiddetto “governo del Presidente”, ovvero una riedizione dell’esecutivo Monti ma con un altro leader e uno sguardo più orientato a sinistra. In attesa delle nuove elezioni che, comunque vada, si spera saranno svolte con una nuova legge elettorale.

Federico Pommier Vincelli

Foto: Attribuzione Alcuni diritti riservati a Sinistra Ecologia Libertà

***

Argomento: Interni

Tags:

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

Accedi o Registrati subito per pubblicare un commento.

CINEMA

Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Cuore ed istinto conducono “Salvo” lontano dai codici criminali della malavita. Così, in un arco di tempo brevissimo, una vita intera riacquista valore e dignità.

La quinta stagione di Peter Brosens e Jessica Woodworth

La quinta stagione di Peter Brosens e Jessica Woodworth

Brosens e Woodworth filmano un’apocalisse cattiva e silenziosa, dai colori garbati e tenui: “La quinta stagione” è quella del pregiudizio, dell’egoismo e dei peggiori istinti.

Stoker, di Park Chan Wook

Stoker, di Park Chan Wook

Primo film in lingua inglese per il Sud-Coreano Park Chan Wook: in rialzo citazioni e perfezionismi mentre scivolano verso il basso originalità e tensione del racconto

Il fondamentalista riluttante, di Mira Nair

Il fondamentalista riluttante, di Mira Nair

Oltre l’apparenza di una pellicola viva e movimentata la regista indiana Mira Nair riepiloga le ragioni e le peculiarità del conflitto culturale tra oriente e occidente, utilizzando una narrazione chiara e mirando alla distensione degli animi

Il caso Kerenes, di Calin Peter Netzer

Il caso Kerenes, di Calin Peter Netzer

Una tragedia scuote il rapporto tra Cornelia Kerenes e suo figlio: sullo sfondo del film di Calin Peter Netzer anche le molte ombre e le poche luci della Romania post comunista


Moda

Il cappello: cinema e moda

A falde larghe, tese o cadenti a floppy, a cloche, a cilindro, di paglia o di feltro, di velluti fascianti o sete irrigidite, da cowboy, fattore o modello Fedora.

Tendenza Optical: dall’arte alle passerelle

Illusione ottica e instabilità percettiva; sono questi i due punti base su cui si forma il trend che sta spopolando per la primavera estate

Viaggi

No te vayas: il padrone della nostra casa

Cronache Sivigliane. XV puntata

Toreria: il Minotauro che abbiamo in noi

Cronache Sivigliane. XIV puntata


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

 

La Èco è un blog aggiornato senza cadenza regolare