Elezioni 2013, Pdl e Pd contro la matematica

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Elezioni 2013, Pdl e Pd contro la matematica

Dati parziali e dato finale: i numeri impossibili di una giornata anomala

26 febbraio 2013

Ci risiamo.

Anche il risultato di queste elezioni, come avvenne in quelle del 2006, è falso e manipolato. Anche in questo caso a favore del Centrodestra, che in otto ore di spoglio delle schede è riuscito a recuperare cinque o sei punti percentuali al Senato e quasi otto alla Camera. L’unica differenza è che gli instant poll si chiamavano exit poll, ma l’andamento è lo stesso del 2006, un andamento completamente privo di plausibilità matematica.

La materia è il calcolo delle probabilità: si prende un campione di elettori che esprime un risultato X. Il totale del risultato contraddice il pronostico e il parziale in una proporzione inaccettabile: purtroppo l’ansia di dare una faccia e un commento politico a questo risultato distoglie sia la stampa sia gli stessi protagonisti di quest’elezione dal riuscire a ricordarsi che anche al capo opposto dell’universo il coseno di zero è sempre uno, e la radice quadrata di un numero negativo non esiste. Tanto vale ripeterlo come scrissi nel 2006, vista la coincidenza dei dati.

Uno scrutinio elettorale è paragonabile all’estrazione di un certo numero di palline di vari colori da un’urna. Un’estrazione casuale in cui, cioè, chi estrae non vede il colore della pallina che sta tirando fuori. L’estrazione completa mostra quante palline di ciascun colore c’erano nell’urna chiusa. Su un numero di palline molto grande – come per esempio il numero dei votanti italiani – le leggi del calcolo delle probabilità prescrivono che, da un certo momento in poi, il dato parziale sia molto vicino al dato finale.

C’è chi ha fatto i conti esatti, sull’elettorato: lo scarto ammissibile fra la metà della conta e la fine della stessa è nell’ordine di due o tre centesimi di centesimi. Lo scarto effettivo che c’è stato in quest’elezione è, letto in termini matematici, un’enormità. È più probabile che domattina spunti, dalle sabbie, un gelsomino su Marte.

Aggiungiamo che, per ragioni della stessa natura, il dato delle urne non può contraddire in maniera così consistente quello degli instant poll. Per continuare, è sufficiente il buon senso a farci digerire un pareggio, su un ordine numerico così grande, come si digerirebbero un pesce o un’arancia fatti di plastica. Non è un risultato probabile, non è un risultato reale. Siamo stati imbrogliati un’altra volta. La sinistra si è fatta imbrogliare un’altra volta.

C’è chi sosterrà che l’andamento di queste progressioni sia normale: i seggi di sinistra fanno prima a scrutinare e il primissimo dato si corregge, nell’arco dello spoglio, coi dati di sezioni lente e inefficienti. No. Altrimenti questo andamento avrebbe dovuto ripetersi a ogni elezione. E non solo in quelle due (2006 e 2013) in cui il Centrosinistra era nettamente avvantaggiato. Nel 2008, quando Berlusconi e i suoi erano invece avanti, nei sondaggi e – evidentemente – nei numeri la progressione non c’è stata e il dato percentuale è stato piatto (risultato finale pressoché uguale a previsioni e dati parziali). I valori espressi dallo spoglio elettorale del 2013 sono bugiardi e viziati.

Qui si parla di numeri: non è il luogo per fare ipotesi su chi abbia interesse ad avere un’Italia ingovernabile o mal governata, sempre più dissestata sul piano economico, un potere corrotto e corruttibile come quello della Destra ha dimostrato di essere negli ultimi vent’anni, due coalizioni sbigottite e alienate di fronte a un movimento anarcoide e distruttivo come l’esultante piccola maggioranza di Grillo. Qualcuno forse un giorno ci dirà chi ha truccato queste elezioni e soprattutto come. Fino allora, e la cosa sbigottisce, l’aritmetica e le scienze resteranno un valore marginale e inascoltato, roba per professori eccentrici che invocano complotti immaginari.

Come se la CIA e la P2 non fossero mai esistite.

Francesco Zardo

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Argomento: Interni

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2 commenti

  1. avatarAntonio. | 27 maggio 2014, 16:24

    Nello scorso week-end ci sono state le elezioni europee e si è nuovamente delineata quella tendenza che nell'articolo era definita anomala. Il PD di Renzi con circa 7000 sezioni scrutinate era sul 45% circa dei voti,poi però è costantemente sceso fino al 40,8% finale. Dimostrando ancora una volta che non c'è nulla di irregolare in questo. Viceversa Movimento 5 Stelle e sopratutto Forza Italia sono cresciute durante lo spoglio. Partendo dal 20% il M5S è cresciuto fino al 21,2% e Forza Italia dal 14% al 16,8%. Praticamente FI-M5S considerati come un solo partito sono passati dal 34 al 38%. Sempre 4 punti di differenza durante lo spoglio,come nel 2006 quando si passò da un 54% a 46% tra Unione e CDL al 50 a 50 finale.

  2. avatarAntonio. | 10 marzo 2013, 09:32

    Ti sbagli,questo andamento si è infatti ripetuto ad ogni elezione. Nel 2001 al senato il CSX all'inizio era al 41% e la CDL al 37%. Poi però il CDX ha rimontato fino al 42,5% a 38,7% finale. Il 2006 ed il 2013 sono andati effettivamente come dici tu e quindi simile al 2001. Però questo trend si è ripetuto anche nel 2008. Infatti nella prima fase dello scrutinio il CDX era si in vantaggio,ma non col 47 a 38 finale,ma solo 43 a 41,per poi crescere gradatamente fino alla fine. In tutti i casi il grafico è formato da due rette solo che nel 2001-2006-2013 vanno ad incontrarsi,mentre nel 2008,in funzione dell'alto vantaggio del CDX,queste due rette prendono all'inizio direzioni opposte.

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