Quando la bancarotta si processa in autobus

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Quando la bancarotta si processa in autobus

Tribunali low cost per le cause finanziarie in Russia

11 febbraio 2013

Se il bancarottiere non va al processo, il processo andrà a casa sua. In autobus.

Una norma ingegnosa per scovare bancarottieri (e spingerli al pentimento) è stata escogitata (e approvata) lo scorso novembre dalla Duma russa, la Camera bassa: l’acquisto di una fornitura di autobus, compresi di sala processuale, collegamento in rete e scranno del magistrato, usati per ospitare le cause legali finanziarie e giudicare bancarottieri. Questi però, per accedere al “servizio facilitato” dovranno adottare il piano di “ravvedimento” proposto dal “tribunale mobile”: in pratica, oltre al pieno riconoscimento del reato, dovranno sottoscrivere l’accettazione di un “piano di ristrutturazione del debito”, fissato a un limite massimo di cinque anni, in cambio della sospensione della pena e del sequestro dei beni.

La notizia è stata pubblicata dalla testata giornalista russa di economia “Vedomosti”. Il progetto per il tribunale superiore per l’arbitraggio “a quattro ruote” è stato presentato a Mosca nei giorni scorsi durante la conferenza “La ristrutturazione legale del debito. Istituto sulla bancarotta delle persone fisiche” e prevede anche la possibilità, per chi ne avrà bisogno, di rivolgersi al sito delle Poste russe (Pochta Rossij) a disposizione anche di creditori che chiedessero soddisfazione delle proprie somme, e di poter persino utilizzare gli uffici postali per chi non avesse l’accesso a Internet.

Secondo i dati forniti il 1 gennaio scorso dalla Tsentral Bank, la Banca Centrale russa, le banche russe hanno concesso debiti alle persone fisiche fino a 7,7 trillioni di rubli (circa duemila miliardi di euro) il 4% dei quali è andato in scadenza. Le banche russe, va ricordato, hanno un sistema ancora parecchio “protezionistico” per cui, ad esempio, le filiali di banche estere non hanno la possibilità di operare come una banca vera e propria. A capo del sistema bancario russo rimane ancora la storica Sberbank (Cassa di Risparmio), a maggioranza statale, fondata addirittura nel 1841 e sopravvissuta al periodo sovietico. Al secondo posto c’è la più recente (in ordine di tempo) Vtb (VneshTorgBank, Banca per il commercio estero) mentre la GazpromBank, il settore bancario del colosso energetico Gazprom risulta al terzo posto in ordine al numero di attività finanziarie.

Anche la GazpromBank ha una forte partecipazione statale nel pacchetto di maggioranza, con ramificazioni in quasi tutti i settori strategici russi, dal petrolio alle costruzioni, all’armamento militare fino ai media (il ramo d’azienda GazpromMedia controlla quotidiani di diffusione nazionale come le Izvestija e una parte del prestigioso giornale economico Kommersant). Gazprom è proprietario, inoltre, della squadra di calcio dello Zenit S.Pietroburgo, e sponsorizza il club inglese del Chelsea, del magnate russo Roman Abramovic, già proprietario del colosso petrolifero SibNeft venduto nel 2002 proprio a Gazprom, considerato il 51° magnate più ricco del mondo.

Foto: Attribuzione Alcuni diritti riservati a koraxdc

Giancarlo Castelli

Argomento: Esteri, Società

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