Pidocchi ad Ostia: quella notte con Osvaldo Soriano

Terza Pagina

Pidocchi ad Ostia: quella notte con Osvaldo Soriano

Il ricordo del litorale romano nella testa dello scrittore

24 gennaio 2013

“Ho dormito nel letto con lo scrittore Osvaldo Soriano in un palazzo abbandonato di Ostia. Sporco, precario e di fortuna.

Ci prendemmo pure i pidocchi”. Franco Cordelli, giornalista e scrittore, critico teatrale del Corriere della Sera per alcuni decenni, racconta un episodio inedito di quel “fantastico” 1979, a pochi anni dallo storico movimento di protesta di due anni prima.

Quell’esercito di giovani ribelli e antagonisti si ritrovò sulla spiaggia di Castelporziano, vicino Roma, dove il giovane assessore Renato Nicolini, insieme ad un drappello di collaboratori, aveva organizzato un festival di poesia. Anzi, il Festival dei Poeti per antonomasia, quello che passò alla storia per la partecipazione di artisti del calibro di Allen Ginsberg, Peter Orlowski, Evghenij Evtushenko, Leroy Jones. E Osvaldo Soriano, appunto.

Giovane quasi misconosciuto scrittore argentino che narrò negli anni successivi le gesta romanzate di mezzo football mondiale. “Quando invitammo tutti questi artisti ci ponemmo il problema di dove farli dormire – continua Cordelli – Nicolini propose di utilizzare un palazzo abbandonato di proprietà dell’Ente alberghieri sul lungomare di Ostia.

Si effettuò una veloce disinfestazione del posto, vennero portati dei lettoni matrimoniali e ci arrangiammo a dormire in due in un letto. Al momento della dislocazione nelle stanze, Soriano, che doveva dividere il letto con uno scrittore francese, trovò la porta sbarrata perchè quello aveva invitato un ospite occasionale”.

Le stanze disinfestate erano tutte occupate. Quindi, si decise di portare un lettone in un’ala dell’edificio che non era stata bonificata. “Proposi a Soriano di arrangiarci in quel posto malsano – racconta ancora Cordelli – non avevo mai dormito a letto con un uomo. Quando vidi Soriano con quegli slippini neri, un po’ di pancetta, lì per lì mi fece pure una qualche impressione – ride ancora il giornalista – ma poi passammo tutta la notte a parlare di letteratura”.

La sorpresa ci fu il giorno dopo. “Ci svegliammo dopo la nottataccia e scoprimmo di essere tutti e due infestati di pidocchi. Cominciò allora la nostra battaglia contro questi fastidiosi insetti”.

Soriano scrisse in seguito capolavori come “Triste, solitario y final”, “Mai più pene né oblio”, “La resa del leone” e una serie innumerevole di articoli pubblicati da Il Manifesto sul football, la sua grande passione.

Giancarlo Castelli

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